Fallimento Dubai?

11 dicembre 2009

Cerco di dire la mia in poche righe (per quanto ne possa essere capace) sulla crisi che ha colpito Dubai in questi ultimi giorni.

I Fatti
Il giorno 25 novembre abbiamo letto, che Dubai World, la società di investimenti controllata dal Governo di Dubai, ha 59 miliardi di dollari di debiti ai quali non ha la possibilità di far fronte.
Infatti, la stessa, ha chiesto di “congelare” (gergo tecnico che in pratica significa: “per un certo periodo di tempo non ti pago gli interessi sui soldi che ti devo”) il debito per sei mesi, per poter procedere ad una radicale ristrutturazione della società.
Il mercato finanziario è andato in crisi, si è parlato di fallimento di Dubai e molte borse hanno perso capitali per la paura di una nuova scossa verso il basso che poteva venire da questo ulteriore, eventuale, crack.
Soprattutto la Borsa inglese, molto esposta con le sue banche, ha tremato.

Chiarimenti e Considerazioni personali
Cominciamo con il dire che i debiti sono della società Nekhell. Essa è l’anello probabilmente più debole fra tutte le società di Dubai World. Il 14 dicembre dovrà restituire un bond da 3,5 miliardi di dollari e ha chiesto la sospensione delle quotazioni delle sue obbligazioni alla Borsa di Dubai. Tutti i suoi progetti faraonici, tra i quali le altre due Palme, dopo quella di Jumeirah, sono stati sospesi.

Il Governo ha dimostrato di essere solido e non è andato nè in panico e nè in tilt. Molto facile sarebbe stato, prelevare soldi da società in salute, quali Emirates, la compagni aerea nazionale che ormai ha fatto diventare Dubai un hub mondiale difficilmente sostituibile, con voli diretti in più di 100 Paesi in tutti e 5 i continenti. Oppure Istithmar Creata nel 2003 come braccio per gli investimenti di Dubai World, è diventata famosa per alcune acquisizioni in tutto il mondo nel lusso, nel turismo. Ha anche il controllo del Cirque du Soleil. I suoi investimenti in azioni intorno al mondo sono superiori a 2,6 miliardi di dollari.
La crisi mondiale ha colpito Dubai? L’ho già scritto in altri articoli di questo blog e lo ripeto: certo! Ma ripeto anche che la crisi qui a Dubai non è la stessa che ha colpito altrei Paesi in termini molto più pesanti (vedi Paesi anglosassoni).

Per Dubai è circoscritta al mercato immobiliare ed è dovuta ad una programmazione, gestione, calcolo (come lo vogliamo intendere) errato di un management che non è stato all’altezza di “vedere” quello che gente “normale” aveva capito e aveva pensato da tempo.
Costruire tanti grattacieli, ognuno dei quali può ospitare migliaia di persone (uno dei progetti è quello di costrire un grattacielo di oltre un chilometro di altezza che potrà ospitrare oltre 20.000 persone) deve andare di pari passo con l’immigrazione di altrettante persone nel Paese. Cosa che non è stata.

Conclusioni
Dubai è diventata in pochi anni una realtà finanziaria e turistica imponente ed io sono tra coloro che benedice quello che è accaduto. Tutto ciò, infatti, porterà il Governo di Dubai ad essere ancora ancora più convinti della svolta di pagina in economia e in una crescita piú matura e sostenibile.

Se questo arresto fosse arrivato piú tardi, le conseguenze sarebbero state ben peggiori, quindi sono del parere che forse è andata bene cosi. 🙂

Nekheel
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