Dubai: Pensati per …Stupire!!/3

30 aprile 2009

La fama di “Recordville” alberghiera comunque Dubai se l’era già gudagnata con quello che oggi è considerato il simbolo degli Emirati, il Burj Al Arab, l’hotel-vela. Una sorta di spinnaker teso al vento e poggiato sul mare davanti alla spiaggia di Jumeirah, che è stato il primo sette stelle del mondo. Se l’esterno, con le sue linee ardite e pulite, sorprende per l’eleganza, gli interni sono lussuosamente kitsch: pareti, pavimenti e colonne tappezzati con 8000 metri quadri di foglia d’oro a 22 carati, un’orgia di marmi pregiati di 30 varietà, cascate, giochi d’acqua, campi da tennis sospesi nel vuoto a 321 metri e ristoranti immersi in un acquario grande come quello di Genova.

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Suggestioni marine anche al Jumeirah Beach Hotel sull’omonima spiaggia. L’albergo ha la forma di una gigantesca onda di vetro e alluminio e conta 618 tra camere e suite. Imbarazzante la lista dei ristoranti: ben 22, gestiti da altrettanti chef che propongono tutte le migliori gastronomie del mondo.

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Gli hotel di Dubai si fanno notare anche per la scelta della location. Che spesso puntano a esaltare gli elementi naturali, dal grande deserto che stringe come una morsa la città al mare, limpidissimo, che isole e barriere coralline artificiali non sono riuscite a rovinare. Basta un’ora di auto dal centro di Dubai per sentirsi molto lontani dalle mille luci della città.

Varcata la soglia da Al Maha Desert, raffinato eco-resort in un’area naturale protetta che si estende per 225 chilometri, si viene catapultati in un lussuoso accampamento nel deserto che, per ricchezza di arredi, ricorda le mobili residenze degli sceicchi nomadi. Suite con vista sulle dune e piscina privata, ristorante all’aperto e majlis, il tradizionale salotto arabo.

Sullo stesso stile il Bab Al Shams, in pieno deserto, costruito come antico forte, con archi, torri e camere che sfoggiano tappeti, lampade d’ottone e cuscini. Richiama le fortificazioni anche l’architettura del One&Only Royal Mirage: edifici bassi nascosti dalle palme, colori che vanno dall’ocra al rosso e si confondono con il deserto, torri a vento, giardini, fontane, opulenti arredi orientali. Ma è soprattutto la posizione – a Jumeirah Beach, adagiato su un chilometro di spiaggia privata – a farne uno dei resort più esclusivi.


Dubai: Pensati per …Stupire!!/2

26 aprile 2009

Si potrà far colazione guardando il sole sorgere e bere il tè ammirando il tramonto senza muoversi dalla propria camera nel 2010, quando saranno terminati i lavori della Rotating Tower (che ospiterà appartamenti e un albergo a sei stelle), la prima costruzione interamente girevole del mondo, progettata dall’architetto italo-israeliano David Fischer. Un grattacielo di 68 piani, alto 313 metri, che si avvita lentamente su se stesso e si autoalimenta producendo energia grazie al movimento rotatorio, a turbine eoliche e pannelli solari.

 

Anche molti stilisti provano a stupire i turisti in visita all’emirato. A cominciare da Versace: il suo Palazzo, situato sulle rive del Dubai Creek, avrà 213 suite e 169 residenze private arredate esclusivamente con pezzi da collezione Home, e aprirà a fine 2009. Giorgio Armani firma l’unico hotel della Burj Dubai, mentre il libanese Elie Saab sta realizzando il suo primo hotel, che sorgerà all’interno del golf resort The Tiger Woods Dubai. Aprirà infine i battenti nel 2012 a Dubailand, la nuova Disneyland degli Emirati, Asia-Asia, che con le sue 6500 camere sarà l’albergo più grande del mondo.


Dubai: Pensati per …Stupire!!

20 aprile 2009

Esagerata, ambiziosa, sempre a caccia di record. Dubai si presenta con montagne innevate e campi da golf in pieno deserto, grattacieli che svettano verso il cielo con iperboliche curve a gomito, arcipelaghi artificiali che riproducono il mondo, palazzi a forma di iPod (per appartamenti hi-tech: iEntertainment con tutti i brani musicali del mondo e iArt per scaricare sulle pareti le immagini dei capolavori di ogni epoca).

Qui anche gli alberghi sono pensati per suscitare meraviglia. Ce ne sono fatti come una vela o come un’onda, inseriti in una torre rotante che funziona ad energia eolica e cambia continuamente forma, all’interno di grattacieli alti quasi mille metri, su un’enorme isola artificiale a forma di palma. E qualcuno ha già progettato di costruire un hotel di 6500 camere. Che sarà, naturalmente, il più grande del globo.

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L’ultima follia dell’hotellerie di Dubai ha il nome di una leggenda: Atlantis, come la città perduta di Atlantide, l’albergo è stato costruito sull’isola (artificiale) di Palm Jumeirah, collegata alla terra ferma da un ponte di trecento metri.

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E’ un palazzo rosa corallo formato da due torri unite da un grande arco (che ospita le suite più lussuose), dall’architettura orientaleggiante e gli aredi ispirati al mare, che offre 1539 stanze. Sotto il resort, ci sono le Lost Chambers, un groviglio di tunnel trasparenti e camere di vetro che attraversano un acquario con 65 mila specie marine (il più grande del Medio Oriente). Per divertirsi c’è Aquaventure: 17 ettari di piscine d’acqua dolce e salata, scivoli, fiumi con onde alte un metro, lagune con gli squali, una spiaggia di 700 metri eun delfinario.

Inaugurato appena lo scorso novembre, l’Atlantis è già sorpassato; a Dubai non si fa in tempo a meravigliarsi per un hotel eccentrico che già l’attenzione è attirata da altri, faraonici progetti. Come il Crescent Hydropolis Resort, albergo sottomarino che aprirà i battenti entro il 2009. Simile a una gigantesca medusa trasparente, occuperà oltre 100 mila metri quadri sul fondo del mare, a venti metri di profondità.

In acciaio, cemnto e plexiglass, l’Hydropolis avrà la reception sulla terraferma, collegata da un tunnel al corpo principale sommerso che ospiterà bar, ristoranti, terme, un museo sottomarino e 220 suite con oblò panoramici. Il prezzo? Salato: per una notte si spenderanno 5500 euro.


Dubai: Futuro Dorato/3

16 aprile 2009

Il bianco profilo di pietra del Wtc segna oggi l’inizio della nuova Sheikh Zayed Road. Lungo il mare si sono moltiplicate le esclusive ville di Jumeirah e si staglia il profilo a vela del Burj Al Arab.

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Intorno a questa icona del lusso sfrenato sono nati gli altri hotel e i centri turistico-commerciali che hanno ridisenato il deserto costiero. Prima fra tutte, Medinat Jumeirah, una cittadina, medinat appunto, ricostruita sul modello dei villaggi del Golfo con vicoli, scalinate, anfiteatri, passeggiate lungo canali artificiali e locali di gusto occidentale. Questo è oggi il nuovo centro città, dove si incontrano gli amici, si mangia e si bevono drink, tra case e alberghi di squisito sapore orientaleggiante, fino alle residenze sul mare degli sceicchi e al Dubai Marina, ultima meta di tendenza per chi ama una vita yacht-style.

Da qui, ci si avventura nelle acque di Palm Jumeirah, isola arificiale a forma di palma, progetto tanto ambizioso quanto lussuoso, prima della trilogia delle isole che comprenderà anche Palm Jebel Ali e Palm Deira. Entrambi molto più grandi della prima, non sono ancora emerse dal mare. E non ha ancora preso forma visibile nemmeno The World, Il Mondo, l’arcipelago di 300 isole vip che, insieme a The Universe, ispirato al sistema solare, e al Waterfront, è tra i progetti destinati a ridisegnare radicalmente il profilo costiero dell’emirato.

A terra, il deserto sarà invece reinventato da due mega progetti: Dubailand e Al Bawadi. Il primo nato esplicitamente con l’obiettivo di replicare e superare Disneyland in dimensioni e attrazioni; il secondo, per battersela con Las Vegas, con almeno 50 alberghi e l’area commerciale più grande al mondo con climatizzatori esterni per rendere sopportabili le infuocate temperature estive, che toccano i 50° C.

Intanto, se il cuore dello shopping rimane Mall of the Emirates con la sua pista da sci nel deserto (anche se si è già affacciato sulla scena l’ultimo sfidante: l’immenso Dubai Mall, 1200 negozi, un acquario con 33 mila pesci e 400 squali ai piedi del Burj Dubai), il centro degli affari pulsa invece al Dubai International Financial Centre (Difc). Il nuovo distretto finanziario in quattro anni ha attirato l’èlite della finanza mondiale, rivaleggiando con New York, Londra e Hong Kong (con cui compete anche per gli esorbitanti prezzi d’affitto). Una zona che non è però solo business, ma anche negozi, fitness center, caffè e gallerie.

Spesso dimenticata dalle mappe turistiche che propongono la città delle meraviglie e dello shopping di griffe, Bastakiya, nella vecchia Dubai, sta lentamente riconquistando il posto al sole che da sempre le è stato proprio, tra piccoli caffè e botteghe artigianali. Complice, da ultimo, il mercatino artistico del sabato, dove ritrovere oggetti e atmosfere totalmente persi dai ritmi patinati della New Dubai. Quest’ultima, però, non ha alcuna intenzione di frenare la corsa.

Il primato del Burj Dubai firmato dal colosso immobiliare Emaar ha i giorni contati. Nakheel, megacostruttore della trilogia delle Palme, ha annunciato la realizzazioe di un grattacielo, che non ha ancora un nome ma ha già un altezza: oltre un chilometro (anche se per ora sono stati sospesi i lavori). I traguardi che Dubai intende tagliare sono ancora molti: la Torre Rotande firmata dall’architetto italo-israeliano David Fischer; la Dubai Towers, che sorgeranno nella parte interna del Creek; i mastodontici piani urbanistici dell’Arabian Canal e dei Jumeirah Gardens. Le turbolenze finanziarie mondiali impongono anche a Dubai un passo più pacato: “Prendiamo tempo”, assicura il governo, “il che non è affatto sinonio di ripensamento”. Anzi…


Dubai: Suite con Griffe

14 aprile 2009

Giorgio Armani ha voluto il suo primo albergo a Dubai: 160 stanze e suite, ristoranti e spa in quella che sarà la torre più alta al mondo. Apertura: fine 2009.

In oltre 40 mila metri quadri all’interno del Burj Dubai, futuro simbolo del più famoso deggli Emirati nel mondo. Questi i numeri del primo Armani Hotel che, insieme alle 144 residenze private da 100 a 200 metri quadri che occuperanno i piani dal nono al sedicesimo dello stesso edificio, costituisce la prima tappa di un nuovo concetto di ospitalità di lusso firmato dal noto stilista italiano (prossime aperture Milano, Marrakech, New York, Shanghai e Londra).

Non semplici camere, ma la volontà di accogliere delle cmunità cosmopolite con un comune gusto e stile di vita.

Giorgio Armani stesso ha seguito la progettazione degli interni nei minimi dettagli, utilizzando cromie calde e sofisticate, materiali preziosi e naturali, forme rigorose che privilegiano comfort ed eleganza. E questo per accentuare il senso della privacy e trovare il punto di equilibrio tra la dimensione privata della casa e quella più social dell’hotel o del resort.

Il nuovo ufficio vendite delle Armani Residences ha già aperto i suoi inviti. Per il primo Hotel Armani al mondo invece si dovrà aspettare la fine del 2009.


Dubai: Futuro Dorato/2

10 aprile 2009

Gli Anni 90 segnano un significativo spostamento di baricentro. Non solo geografico, ma anche architettonico e culturale. Dubai cerca un respiro più internazionale. E punta sul turismo: catene alberghiere di lusso (Crown Plaza, Grand Hyatt, InterContinental) inaugurano i propri hotel, sul Creek nasce l’esclusivo Golf and Yacht Club, aprono i primi centri commerciali.

E non è un caso che Al Mulla Plaza, il primo mall edificato a Dubai, oggi semi-dimenticato, sia stato costruito nell’indaffarata parte nord della città, a confine con l’emirato di Sharjah. All’epoca, in direzione sud, verso la capitale Abu Dhabi, sorgeva solo il distretto Bur Dubai, dove il Word Trade Centre, squadrato grattacielo in pietra bianca, si arenava in un deserto sabbioso e compatto.

Continuava la sua corsa, invece, la grande arteria Sheikh Zayed Road, striscia d’asfalto senza ombre fino all’emirato di Abu Dhabi: chilomentri di desolazione, interrotti da sporadici, coraggiosi edifici.

Come l’Hard Rock Cafe che nel 1997, anno della sua inaugurazione, aveva ancora il nebuloso sapore di un solitario avamposto. Oggi, a dieci anni di distanza, Dubai è Sheikh Zayed Road, 12 corsie e svincoli come giardini. E l’Hard Rock Cafe, a rischio demolizione, è poco più di un nanerottolo schiacciato dai grattacieli del Dubai Marina, simbolico centro di un piano di sviluppo che vede la città spingersi fino a Jebel Ali, con quartieri residenziali e zone industriali.

La nuova anima di Dubai si è sposata a sud. Ed è un’anima più occidentale, più aggressiva, più affaristico-imprenditoriale. Che si muove rapida e dinamica tra Media City e Internet City, tra Knowledge Village e il distretto finanziario. Che ama il lusso, il gusto per il dettaglio, la vibrante vita notturna. E che non cresce: raddoppia. Un milione e 200 mila abitanti nel 2005, ne conta oggi oltre 2.260.000, al ritmo di 30 nuovi residenti all’ora.

to be continued…


Dubai: Stirpe di Sceicchi

7 aprile 2009

Correva l’anno 1833 quando un migliaio di persone della tribù Bani Yas andò alla conquista della zona di Bur Dubai. A guidarli, Al Maktoum bin Butti. La storia moderna di Dubai nasce qui. E da qui ha origine il potere dal Al Maktoum, che d’ora in poi governeranno e costruiranno la fotuna della città. E’ lo sceicco Maktoum bin Hasher Al Maktoum a concedere nel 1894 una totale esenzione fiscale per i commercianti stranieri, dando così l’avvio a una fase di espansione economica che durò 25 anni.

Ed è ancora una volta uno sceicco, questa volta il giovane Rashid bin Said Al Maktoum, a fare di Dubai la capitale moderna della riesportazione: i beni venivano importati in un sistema di porto franco ed esportati in un altro mercato. Ma la fortuna di Dubai è appena iniziata: nel 1966 viene trovato il petrolio e nel 1971 diventa il settimo emirato degli Emirati Arabi Uniti.

Lo sceicco Rashid assicura a Dubai un ruolo primario, con una totale libertà finanziaria. E quando nel 1990 suo figlio Maktoum bin Rashid Al Maktoum prende le redini del potere, investe nel commercio e nel turismo, costruendo campi da golf, alberghi, grandi mall.

Nel 2006 tocca al fratello, Mohammed bin Rashid Al Maktoum (chiamato anche Sceicco Mo) che ha due mogli e 17 figli (10 femmine e 7 maschi). Si può condirerare l’amministratore delegato della Dubai Spa.  La città-Stato oggi è un centro finanziario, con quartieri generali regionali dei principali marchi mondiali, centri commerciali, una compagnia aerea, la Emirates. Attraverso la sua Dubai Holding (ne possiede il 99,67 per cento) controlla imperi immobiliari, ospedali e società di biotecnologia. Le sue grandi passioni? Le corse di cammelli e di cavalli e la poesia.

Lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum

Lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum