Shopping a Dubai: Ammirati Arabi/3

4 Novembre 2009

Durante una vacanza a Dubai, non potete perdere le boutique che recano l’indirizzo Sheikh Zayed Road che sono di solito la massima espressione del design del momento e non a caso accolgono la più grande concentrazione di griffe e di moda di tendenza da tutto il mondo, con particolare riguardo a quella libanese, davvero di grande gusto, com’è possibile verificare da Aizone.

Un tour modaiuolo nella zona, durante il vostro viaggio a Dubai, è relativamente semplice, visto che le migliori boutique si trovano nel Mall of the Emirates o nell’Emirates Towers Shopping Boulevard. La novità dei nuovi shop, in buona parte ancora in costruzione nell’International Financial Centre, è invece la loro collocazione e il nuovo concept architettonico a cui rispondono: protette dal caldo da corridoi con aria condizionata, ma aperte alla luce grazie a immense vetrate, organizzate lungo strade e viottoli simili a quelli di un piccolo centro, non danno il senso di spaesamento e di claustrofobia tipico dei mall illuminati da luce artificiale 24 ore su 24, e invitano alla sosta.

Qui le occasioni non mancano e si possono trovare persino vere pashmine, difficili da trovare in Italia, di questa qualità, ma ovviamente sono molto care.

Per una sosta rinfrancante nel suq, nulla di meglio di una visita a una delle tante spa, come Talise, che oltre a proporre fantastici percorsi benessere, è aperta fino alle dieci di sera. Nell’area residenziale e chic di Dubai Marina, dove il mare di Dubai è meraviglioso e pulito, ci sono poche e selezionatissime boutique, con un occhio di riguardo anche all’arredo: qui, persino gli store di moda, come Bauhaus!, si fanno un punto d’onore di organizzarvi cocktail e incontri, oltre alle tradizionali sfilate. E se vi capitasse di assisterne a una, non sogghignate per la stazza delle modelle. Il grande, vero e straordinario vantaggio di Dubai è che si trova ogni griffe in taglia 46…


Dubai: quanto mi costi…

27 Ottobre 2009

Mi capita spesso di leggere articoli che descrivono con pessimismo la situazione economica a Dubai (ne ho già parlato anche qui e qui), ma basta visitare la città e ti ritrovi circondato da grattacieli appena costruiti e da una concentrazione di automobili di grande lusso unica al mondo.

Che ne dite? :-)

Che ne dite? :-)

Difficilmente negli articoli riesco a trovare la chiave per capire quanto sia seria e preoccupante la crisi in oggetto, e quanto invece le risorse disponibili possano sopperire alle esigenze di crescita di quella che è comunque una città-Stato in fase di sviluppo.

Allora per soddisfare questo bisogno di capire ho cercato alcuni dati per mettere a fuoco la situazione. Cominciamo dal tema più comune: Dubai ha avviato progetti ciclopici, che sono costati somme enormi. Chi ha investito è stato il governo o le società semi governative con denaro preso in prestito.

Alcuni dei progetti recenti: la palma di Jumeirah, ora terminata, e la palma Jebel Ali, ancora più grande, in fase di costruzione. L’aeroporto, che ha appena superato Singapore come numero di passeggeri. Una grande flotta di Airbus e Boeing, nessuno più vecchio di 5 anni, della compagnia Emirates. L’hotel a vela Burj Al Arab, Il Burj Dubai, ovvero il grattacielo più alto del mondo (più di 800 metri, ca. 160 piani), il mall più grande del mondo (1200 negozi e tante altre cose), impianti di desalinizzazione in grado di soddisfare le esigenze di quasi 2 milioni di abitanti, dei loro campi da golf, piscine fontane e laghi artificiali, e così via.

BurjAlArab01

Tutto questo è costato denaro a debito, che sarebbe stato restituito abbastanza velocemente se la dinamica economica non fosse cambiata così drasticamente. Ora la preoccupazionne è che il sistema possa avere difficoltà a mantenere le sue promesse ai creditori. Quanto denaro in prestito?

Ecco il primo dato: se crediamo alla stima più frequentemente riportata nelle analisi della stampa economica, si parla di 100 miliardi di dollari.

Per capire se sono tanti o pochi, penso al debito pubblico italiano: 1750 miliardi di euro, ovvero 2500 miliardi di dollari. I 100 miliardi di dollari complessivi di Dubai sono meno dei 120 miliardi di debiti accumulati in Italia solo nei primi sei mesi dell’anno.

Adesso però rapportiamo alle teste: esclusendo gli espatriati, l’80% della popolazione, il debito dovrà ricadere integralmente sui pochi locali, circa 200.000 persone, che pertanto dovrebbero restituire una somma di 500.000 dollari a testa neonati compresi, dieci volte di più rispetto ai 50.000 dollari di debiti con cui nasce il neonato italiano. Ma non hanno il petrolio?

Andiamo a calcolare anche questo: si estraggono 240.000 barili di petrolio al giorno. A 70 dollari l’uno, a fine anno arrivano circa 6 miliardi di dollari, quindi a malapena ci pagano gli interessi, il capitale da restituire rimane sempre quello.

 Ma ora mi domando: con 100 miliardi presi in prestito hanno costruito un sacco di cose, che hanno comunque un valore, nonostante la crisi. Tale valore si è notevolmente ridotto in questi mesi, ma le stime più recenti portano comunque a calcolare asset immobiliari proprietà del governo e delle società semi governative per almeno 400 miliardi di dollari.

Ecco allora che il cittadino degli Emirati può tirare un sospiro di sollievo, accanto al mezzo milione di debito si ritrova due milioni di patrimonio.

Ma cosa deve dire il suo connazionale che vive a 150 km da lui, ad Abu Dhabi, nel cui territorio si trova il 10 % delle riserve mondiali di petrolio?  Facciamo un pò di conti in tasca anche in questo caso, cifre alla mano.

Si estraggono quasi 3 milioni di barili al giorno, che fanno 75 miliardi di dollari ogni anno. Il suo governo ha da tempo investito i proventi in attività finanziarie internazionali, e possiede un fondo sovrano con liquidità per 850 miliardi di dollari, pronti per essere investiti. Per intenderci, gli altri fondi sovrani più ricchi del mondo, quelli della Norvegia, di Singapore, della Cina, raggiungono al massimo circa 300 miliardi l’uno. Se consideriamo che ad Abu Dhabi gli abitanti locali sono 400.000, e che gli investimenti all’estero già effettuati superani i mille miliardi, allora ogni cittadino locale nasce possedendo una aliquota di benessere del valore di 17 milioni di dollari, ovviamente senza debiti


Università a Dubai/2

15 Ottobre 2009

Sedi universitarie da tutto il mondo (per il post precedente, clicca qui), dunque, si sono insediate qui da anni, con ottimi risultati didattici ed economici, per una lunga serie di motivi.

Ad esempio l’appoggio del governo locale non manca, come dimostra la presenza dello Sceicco-Ministro alla cerimonia di laurea della UOWD.

Inoltre le infrastrutture sono eccellenti: Dubai Holding ha costruito il Knowledge Village e la Dubai International Academic City, grandi complessi in cui le università possono semplicemente affittare aule, laboratori e uffici insediandosi in tempi brevi e in modo flessibile, con investimenti minimi. Possono iniziare con piccole dimensioni e crescere in funzione della domanda, con costi variabili, affittando quanto necessario per operare senza investimenti immobiliari.

Dubai Knowledge

Dubai Knowledge

In questi complessi le varie università operano una accanto all’altra e gli studenti fruiscono di tutti i servizi comuni, in una logica di campus molto efficiente. Anche la disponibilità di studenti che pagano fee adeguate non è un problema: figli di famiglie locali, di espatriati, molti studenti provenienti anche dagli altri Paesi del Golfo. Infine le università possono operare nelle free zone, e ciò significa che gli utili generati dall’attività didattica sono rimpatriati alla sede centrale senza esenzione di tasse locali.

Università dunque da tutto il mondo, da anni, ma… neanche una università italiana. Perche’?

Per decidere di aprire una sede all’estero e per gestirla correttamente bisogna che :

- I docenti coinvolti siano perfettamente in grado di insegnare in inglese
- Gli organi decisionali accademici siano dotati di spirito imprenditoriale, di capacità organizzativa e manageriale
- I docenti accettino di essere trasferiti all’estero, rinunciando a coltivare il network di relazioni locali, di consulenze ufficiose, di clientele varie
- I docenti siano presenti, visibili, disponibili, e insegnino consapevoli di essere in concorrenza con le altre università, e di non poter contare su rendite di posizione.

Ancora non si capisce perchè l’univerisità italiana non sia presente…eheheh :-)


Shopping a Dubai: Ammirati Arabi!/2

11 Ottobre 2009

E’ utile disporre di un’intera giornata per un giro di ricognizione completo della zona, evitando magari la visita al fortino che, in effetti, dopo due giorni di grattacieli stellari e marmi di Carrara tirati a lustro, agli occhi di un europeo appare come un’oasi dove abbeverarsi di passato e tradizione, ma in realtà e persino meno interessante del torrione di Forte dei Marmi. Di solito ci si ferma sulle sponde del Creek opposta a quella dei suq e della città vecchia, dunque è necessario attraversare il fiordo a bordo di un dhow, uno dei tradizionali, piccoli velieri del golfo, che operano con la stessa regolarità dei vaporetti a Venezia.

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Si sbarca di fronte alla Spice Suq, il mercato delle spezie, costruito nel 1830, che rimane una tappa interessante per l’intensità dei profumi e dei colori. Dai grandi sacchi di iuta spuntano montagne di zaatar (misto di timo, sumac e sesamo, in pratica il curry locale), cumino, bastocini di cannella e cardamomo fresco da macinare nel caffè arabo, denso, chiarissimo e intensamente aromatico, servito in minuscole tazze di porcellana, ma anche oud (il legno profumato che si brucia nelle case) e incenso: i locali ne acquistano in grandi quantità con tanto di fornelletto e carbone, da spargere dopo i pasti, i banchetti o i matrimoni, in modo che impegni gli abiti degli ospiti.

Suq delle spezie

Suq delle spezie

Il Gold Suq, coperto, a poca distanza, da raggiungere magari dopo aver comprato un sacco di canna da zucchero o un involtino da un ambulante indiano (sereni, sono tutti fritti oltre i 100 gradi..), ha purtroppo un’area disneyana e fittizia, ma riesce ad acquistare suo malgrado un insospettato splendore la sera, quando l’immensa quantità di oro rosso esposto dietro le vetrine fiammeggia sotto le luci artificiali. Gli orafi locali di vaglia si contano sulle dita di una mano, a anche i migliori, come Azza Fahmy con boutique nel Mall of the Emirates, o la Bin Hindi Jewellery nel Financial Centre, sono rispettivamente egiziana e indiano.

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Suq dell'oro

A Deira si trovano alcuni dei mall storici, come il Wafi City Centre o il Deira City Centre, o il Bur Juman, il primo dei megastore di costruzione recente, e che ospita le prime griffe occidentali sbarcate negli Emirati, come Giorgio Armani, Valentino e Chanel. Indispensabile, se si amano i profumi personalizzati e le note intense della scuola araba, un salto al Deira City Centre, per le essenze di Ajmal.

Continua…


Dubai: Atlantis The Palm…che spettacolo!!

7 Ottobre 2009

L’impressione per chi arriva di notte è spettacolare, una struttura che si staglia immensa e piena di luci tra il cielo buio e stellato e il mare del golfo, come se fosse un’astronave aliena in un racconto fantascientifico di Isaac Asimov.

E’ l’Atlantis The Palm, resort di 1539 tra camere e suites, nato al centro della spettacolare isola The Palm Jumeirah.

Atlantis The Palm

Atlantis The Palm

Costruito su un’area di 46 ettari è considerato l’hotel tematico più affascinante del mondo. Si rifà al mito di Atlantide, il continente sommerso il cui mistero ha appassionato studiosi, esploratori e ricercatori di tesori scomparsi e civiltà mitiche, sin da tempi immemorabili.

L’architettura è caratterizzata dalle Royal Towers: archi, splendide cupole arabescate e guglie decorate che sorprendono per le dimensioni imponenti ed il fascino indiscutibile.

Le camere sono tutte arredate in modo principesco, con tutti i confort necessari e viste spettacolari sul Golfo o sulla Palma di Jumeirah. Le suites ti lasciano interdetto; tra queste, svetta la spettacolare Bridge Suite, 924 mq di puro lusso ubicata sopra l’arco di connessione tra le due Towers.

Un angolo della Bridge Suite

Un angolo della Bridge Suite

La tua vacanza a Dubai sarà unica. La spiaggia annessa è privata ed il mare a Dubai è cristallino. Il resort riserva attrattive da perdere il fiato, come: le Lost Chambers, dedalo di tunnel che aprono la vista a rovine archeologiche e creature marine raffiguranti il misterioso mondo di Atlantide; la gigantesca Ambassador Lagoon con migliaia di pesci che nuotano tra tesori affondati e gli immensi scivoli inseriti in ambientazioni spettacolari; il parco acquatico Aquaventure, immerso in un lussureggiante giardino tropicale e bordato da 700 metri di spiaggia attrezzata, un’esperienza unica per grandi e piccini, fatta di giochi acquatici, cascate, onde e rapide; il Dolphin Bay per interagire con i delfini.

Dolphin Bay

Dolphin Bay

L’offerta per il soggiorno a Dubai continua con 17 ristoranti tra i quali 4 guidati da chef di fama internazionale, tra cui uno italiano. E poi Sport acquatici, un’avenue con oltre 20 negozi e boutique e una Spa all’altezza della struttura completano una vacanza a Dubai emozionale e ineguagliabile.

Che ne dite? Vi è venuta voglia di una bella vacanza a Dubai? eheheheh :-)


Università a Dubai

2 Ottobre 2009

Qualche tempo fa, c’è stata la cerimonia di laurea dell’Università di Wallagong a Dubai, svoltasi nella sala convegni del Jumeirah Beach Hotel, un magnifico complesso posto sulla spiaggia di Jumeirah, vicino al famoso Burj al Arab.

L’intero corpo docente, in impeccabili abiti da cerimonia,  compreso il rettore venuto apposta dalla sede in Australia, ha preso posto sul podio; autorità e ospiti nelle prime file, un centinaio di laureandi da un lato, parenti ed amici dall’altro. E’ stata conferita la laurea Honoris Causa allo Sceicco Nahyan bin Mubarak Al Nahyan, della famiglia regnante di Abu Dhabi.

Lo sceicco ha svolto quasi ininterrottamente il ruolo di Ministro della Università e della Ricerca dal 1990.

Dopo la prolusione, gli studenti con le migliori votazioni sono stati personalmente premiati dal rettore e dallo Sceicco-Ministro, poi tutti gli altri si sono alternati sul podio per ricevere la propria laurea. Un ottimo catering sponsorizzato da alcune aziende che collaborano con l’università ha completato il programma della mattinata.

Jumeirah Beach Hotel di giorno

Jumeirah Beach Hotel di giorno

Fin qui è una nota di cronaca, che però si presta ad alcune considerazioni interessanti.

Ma cosa ci fa a Dubai l’università di Wallagong?

Wallagong è una cittadina nei pressi di Sidney, e l’Università di Wallagong è una delle tante che servono il bacino di studenti della capitale Australiana.

Come è possible che una università australiana di provincia abbia una sede a Dubai, a una dozzina di ore di volo, frequentata da 3800 studenti, attiva ormai da ben 16 anni?

La risposta si trova analizzando la demografia di Dubai:  solo il 20% della popolazione è locale, l’80% straniera.

Esistono università statali, gratuite per la popolazione locale, ma anche una vasta offerta accademica di sedi locali di università estere. Sono disponibili localmente decine di università estere tra le quail la Sorbona, la London Business School, la Boston Medical School, la Manipal University indiana, per citarne solo alcune tra le più note, sino a strutture molto specializzate come la French Fashion University o la Hult business school.

I docenti sono chiamati a trasferirsi a Dubai per l’anno accademico, svolgendo in loco anche le proprie attività di ricerca. Agli studenti spesso viene proposto di trascorrere alcuni periodi nelle sede principale dell’università. 

Continua…


Shopping a Dubai: Ammirati Arabi!

28 Settembre 2009

L’attrattività e il panorama sono certamente migliorati rispetto a qualche anno fa, quando i grattacieli erano ancora relativamente pochi e i 40 minuti di tragitto minimo dall’isediamento storico di Dubai, sul Creek, alla spiaggia di Jumeirah, dove sorgono i resort e il Burj Al Arab, erano uno iato noiosissimo e un pò straniante per via di tutta quella distesa di sabbia su cui le superfici a specchio dei palazzi si riflettevano in un inquietante effetto Star Wars.

Souk dei tappeti

Souk dei tappeti

Ora le costruzioni, fitte quel tanto che basta a dare l’impressione di una città vera, sono sapientemente intervallate da giardini e viali curatissimi, innaffiati 18 ore su 24 da tonnellate d’acqua dissalata, che al visitatore occidentale lasciano sempre un vago e inopinato senso di colpa. Ma questo non toglie che nel nuovo paradiso dello shopping esibito e perseguito (al punto di avervi costruito attorno un festival) sia necessario organizzarsi per poterne apprezzare al meglio tutti i vantaggi.

Dubai-phone

Dubai-phone

Tempi e mete vanno infatti valutati con attenzione, delimitando il territorio di caccia entro le quattro aree principali: il Creek, che comprende Deira, la zona dei suq, e Bur Dubai, quindi Sheikh Zayed Road, New Dubai e Jumeirah. Un medio shopper dedica una giornata all’area del Creek, e una mezza giornata a ciascuna delle altre tre, ma i tempi variano naturalmente a seconda degli interessi e degli obiettivi.

Continua…


Emirati Arabi Uniti a quota 5 milioni entro il 2009

19 Settembre 2009

Per la prima volta nella storia, la popolazione degli Emirati Arabi Uniti raggiungerà e supererà la quota dei cinque milioni entro la fine del 2009.

Il trend di crescita non lascia molto spazio a dubbi. Il grosso della crescita demografica è rappresentata dall’arrivo di circa 300,000 nuovi stranieri. Questo report scomunica una serie di previsioni catastrofiche sull’esodo esponenziale di stranieri dovuto alla crisi.

Dubai

Dubai

Per il secondo anno consecutivo Dubai rimane l’emirato con la piú alta densità demografica. La popolazione locale aumenterá dalle 892,000 unitá del 2008 alle 923,000 entro la fine del 2009, mentre gli stranieri salgono da 3.8 milioni a 4.1 milioni.

Verso la fine del 2008 Dubai per la prima volta ha superato la popolazione di Abu Dhabi e si prevede supererà 1.7 milioni entro la fine del 2009, mentre Abu Dhabi supererà 1.6 milioni e Sharjah si attesterà al terzo posto con oltre 1 milione di residenti.

Giovane emiratino

Giovane emiratino

La popolazione giovane in tutti gli EAU é predominante con un invidiabile record che si attesta a 777,000 persone tra i 25 e i 29 anni di età, questo é stato appurato alla fine del 2008, mentre entro la fine del 2009 il numero si prevede salirà a quota 830,000.

Notizia riportata da
http://www.arabianbusiness.com/563832-uae-population-to-top-5m-for-first-time—ministry

Dubai: un minuto di spesa… gratis!!

12 Settembre 2009

Dubai è un “laboratorio sociale” estremamente interessante, ogni giorno qualcuno sperimenta nuove metodologie in questo microcosmo multiculturale di un milione e mezzo di abitanti di 200 nazionalità.

Il campo della distribuzione e del retail qui è molto sviluppato, con il mall più grande del mondo, vicino al grattacielo più alto al mondo, alla pista innevata per sciare, con ski lift e seggiovia con quasi 50 gradi di temperature esterna.

Mall di Dubai

Mall di Dubai

Qui è facile visitare un supermercato appena aperto, modernissimo ed estremamente invitante che alla  clientela offra la possibilità di aderire alla carta di fidelizzazione e di vincere premi, giocando alla ruota della fortuna.

Il premio più facile da vincere e quello più ambito, è un minuto di spesa gratuita.

Ogni vincitore, accompagnato da un dipendente con un cronometro, ha sessanta secondi per riempire il carrello di qualunque merce in vendita, che alla cassa non pagherà.

La domanda che viene subito in mente è: ”il management è folle o furbo?”.

Io sono decisamente propenso a dire che l’azienda, regalando la merce, ha fatto… un affare.

Sembra una perdita netta per la gestione, ma in realtà provate a pensare che tutti quei nuovi clienti che hanno ricevuto un minuto gratis, per sfruttare al meglio l’opportunità offerta, hanno memorizzato prodotti, marche e percorsi in modo molto efficace. In uno spazio nuovo, in cui non erano mai stati.

Quella piccola emozione di sessanta secondi li porterà a tornare, troveranno velocemente i prodotti preferiti in un ambiente che seppur nuovo sarà già per loro molto familiare. E la società si rifarà molto presto del suo investimento iniziale, che probabilmente avrà anche trovato il modo di scaricare, almeno in parte, sui suoi fornitori.

In un mercato in cui ogni giorno vengono aperti nuovi punti vendita questa mossa ha consentito di acquisire la fidelizzazione del cliente, molto più preziosa del contenuto del suo primo carrello.

Complimenti pertanto alla creatività del suo marketing team, chissà se questa piccola invenzione diventerà una prassi anche in altre catene, e se presto la vedremo anche in Italia.


Dubai: non finisce mai di stupire…

3 Settembre 2009

A Dubai, c’è un’azienda locale in una zona della città un pò periferica, in pieno deserto.

Un palazzo come tanti altri, di design moderno, appena costruito, come ogni cosa qui. All’entrata, il consueto scenario, le porte automatiche in cristallo, la hall in marmo vetro ed alluminio, una sala di attesa con una receptionist in abito tradizionale cortese e sorridente, divani in pelle, a disposizione giornali, brochure e personale filippino pronto  a offrire caffè e tè, nel piacevole fresco dopo aver attraversato il pargheggio all’aperto a 42 gradi.

Tutto normale, tutto prevedibile. Tranne un particolare: un lato della reception è una vetrata di una decina di metri, e al di là c’è un grande ambiente con alberi e piscina, abitato da… due tigri bengalesi!

Una zona in ombra dell’ambiente è volutamente posta vicino alla vetrata della hall, pertanto i due bellissimi felini tendono a stazionarvici, facendosi ammirare da molto vicino, dal corridoio di accesso agli uffici usato da tutti i dipendenti e visitatori.

Le tigri hanno a disposizione molto spazio, ogni tanto una delle due fa una corsa e sparisce alla vista, ma poi torna volentieri vicino al corridoio.

Hanno due anni, sono nate nel giardino zoologico municipale di Dubai, la cui direzione ha poi proposto alle aziende del luogo la possibilità di acquisirle, con un pacchetto “chiavi in mano” che prevede la consulenza per il design dell’ambiente, la gestione quotidiana e la sorveglianza dei veterinari dello zoo sugli aspetti medici e di benessere.

Stupire, qui a Dubai, è un must. Ci si prova sempre, costruendo il grattacielo più alto al mondo, l’hotel più lussuoso, il mall più grande e così via. Oppure munendo di tigri la propria hall di ingresso.

E soddisfare l’esigenza di stupire, di fare cose nuove di cui la gente poi abbia motivo di parlare e grazie alle quali si possa valorizzare un marchio o una proposta di affari, stimola l’intelligenza e la creatività di molti, in modo imprenditoriale.

E’ quello che deve essere successo anche al responsabile dello zoo, quando si è posto il problema del parto della sua ospite, la tigre madre, e della conseguente mancanza di spazio per i tigrotti, una volta svezzati. Da dipendente pubblico, ma stimolato dalla mentalità imprenditoriale locale, non ha pensato di risolvere chiedendo più finanziamenti, ma  ha trasformato il problema in un business.

Lo zoo ora fattura un servizio,  immagino con profitto, ha una nuova fonte di cash stabile, e il suo brand è  ben visibile in un luogo di passaggio; penso che anche le tigri hanno a disposizione un ambiente e una cura migliori rispetto a quello che poteva essere il loro destino in uno zoo classico.

L’ufficio acquisti dell’azienda ha aggiunto una nuova voce ai servizi in outsorcing, acquisito da un fornitore specializzato, senza distrarsi dal core business; certo, un costo fisso in più, ma in cambio un motivo in più di orgoglio, di senso di appartenenza per i suoi dipendenti.

Per quanto riguarda i visitatori, credo sia garantito sicuramente il forte effetto, nessuno se lo aspetterebbe, e sicuramente chiunque fa questo “incontro” ne parlerà per un pò di tempo;  e difficilmente dimenticherà l’azienda che altrimenti rimarrebbe piuttosto anonima.