Fallimento Dubai?

11 Dicembre 2009

Cerco di dire la mia in poche righe (per quanto ne possa essere capace) sulla crisi che ha colpito Dubai in questi ultimi giorni.

I Fatti
Il giorno 25 novembre abbiamo letto, che Dubai World, la società di investimenti controllata dal Governo di Dubai, ha 59 miliardi di dollari di debiti ai quali non ha la possibilità di far fronte.
Infatti, la stessa, ha chiesto di “congelare” (gergo tecnico che in pratica significa: “per un certo periodo di tempo non ti pago gli interessi sui soldi che ti devo”) il debito per sei mesi, per poter procedere ad una radicale ristrutturazione della società.
Il mercato finanziario è andato in crisi, si è parlato di fallimento di Dubai e molte borse hanno perso capitali per la paura di una nuova scossa verso il basso che poteva venire da questo ulteriore, eventuale, crack.
Soprattutto la Borsa inglese, molto esposta con le sue banche, ha tremato.

Chiarimenti e Considerazioni personali
Cominciamo con il dire che i debiti sono della società Nekhell. Essa è l’anello probabilmente più debole fra tutte le società di Dubai World. Il 14 dicembre dovrà restituire un bond da 3,5 miliardi di dollari e ha chiesto la sospensione delle quotazioni delle sue obbligazioni alla Borsa di Dubai. Tutti i suoi progetti faraonici, tra i quali le altre due Palme, dopo quella di Jumeirah, sono stati sospesi.

Il Governo ha dimostrato di essere solido e non è andato nè in panico e nè in tilt. Molto facile sarebbe stato, prelevare soldi da società in salute, quali Emirates, la compagni aerea nazionale che ormai ha fatto diventare Dubai un hub mondiale difficilmente sostituibile, con voli diretti in più di 100 Paesi in tutti e 5 i continenti. Oppure Istithmar Creata nel 2003 come braccio per gli investimenti di Dubai World, è diventata famosa per alcune acquisizioni in tutto il mondo nel lusso, nel turismo. Ha anche il controllo del Cirque du Soleil. I suoi investimenti in azioni intorno al mondo sono superiori a 2,6 miliardi di dollari.
La crisi mondiale ha colpito Dubai? L’ho già scritto in altri articoli di questo blog e lo ripeto: certo! Ma ripeto anche che la crisi qui a Dubai non è la stessa che ha colpito altrei Paesi in termini molto più pesanti (vedi Paesi anglosassoni).

Per Dubai è circoscritta al mercato immobiliare ed è dovuta ad una programmazione, gestione, calcolo (come lo vogliamo intendere) errato di un management che non è stato all’altezza di “vedere” quello che gente “normale” aveva capito e aveva pensato da tempo.
Costruire tanti grattacieli, ognuno dei quali può ospitare migliaia di persone (uno dei progetti è quello di costrire un grattacielo di oltre un chilometro di altezza che potrà ospitrare oltre 20.000 persone) deve andare di pari passo con l’immigrazione di altrettante persone nel Paese. Cosa che non è stata.

Conclusioni
Dubai è diventata in pochi anni una realtà finanziaria e turistica imponente ed io sono tra coloro che benedice quello che è accaduto. Tutto ciò, infatti, porterà il Governo di Dubai ad essere ancora ancora più convinti della svolta di pagina in economia e in una crescita piú matura e sostenibile.

Se questo arresto fosse arrivato piú tardi, le conseguenze sarebbero state ben peggiori, quindi sono del parere che forse è andata bene cosi. :-)

Nekheel

Viaggio a Dubai? No, a New Dubai!

24 Novembre 2009

La domanda che si pongono in molti è: Dubai=New York? Io credo di si.

Non scherzo affatto! Nel prossimo futuro Dubai sarà quello che è stata New York nel ‘900. Sia chiaro, non dico che Dubai sia come New York, le differenze sono evidenti e ovvie (tra l’altro la sola zona di Dubai Marina, unica zona finita al 75%, ha molti più grattacieli di Manhattan, l’estensione della città è impressionante, i progetti indescrivibili), ma è l’idea di fondo, lo spirito, che è simile. Voglia di crecere, primeggiare, espandersi e non solo. Dubai, come NY, è un insieme di culture, razze, credenze, mentalità, colori diversi. Tutto il mondo è a Dubai, così come è a NY.

Dubai

Dubai ha avuto in questo ultimo decennio uno sviluppo economico e finanziario probabilmente senza precedenti. Ma la cosa più significativa è che, oltre a tutto ciò, Dubai, con tutti i suoi nativi e residenti acquisiti o semplicememte turisti, ha dato prova della sua magnificenza (forse ho esagero! :-) ). Infatti, affianco ad una crescita economico-finanziaria è seguita, di pari passo, la sua crescita culturale ed umana.

Perchè New York e non altre città? Perchè New York ha rappresentato, rappresenta (e probabilmente lo rappresenterà ancora per lungo tempo) la scommessa da vincere, il contenitore dove tutto può essere miscelato, modellato, creato e alla fine il risultato è sempre: realizzazione di un… SOGNO! Dubai mira allo stesso obiettivo.

Luoghi d’incontro, affermazioni personali, il non aumento della micro-deliquenza, l’apertura di una cultura (quella musulmama) non solo a quella occidentale, ma a tutto il mondo. Non c’e’ crescita senza sviluppo (e viceversa)!. Dubai ha sviluppato un suo fascino legato ai tesori medio-orientali, alla sua forza di proporsi come vero e proprio “centro di benessere” per la persona!

Una vacanza a Dubai è qualcosa di particolare, di indimenticabile. Diceva Edgar Allan Poe che “viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta cui è tornato“. Tutto questo a Dubai e centuplicato.

Mi piacerebbe avere la tua opinione su New Dubai….sogni compresi! :-)


Vacanza a Dubai: la spiaggia!

12 Novembre 2009

Settanta chilometri di costa incorniciano il piccolo emirato di Dubai e separano il mare dal deserto. E anche se trenta di questi sono appannaggio dei reali e delle loro residenze private, i restanti sono occupati dagli alberghi di lusso che si sono garantiti un posto al sole. Perchè la vita da spiaggia è un’attività imprescindibile da Dubai.

E’ indispensabile, quindi, conoscere le vie d’accesso e i rituali per godersi il mare con tutti i comfort a portata di mano. Dal mattino alla sera. Tenendo presente che quasi tutti gli alberghi offrono ai visitatori esterni la possibilità di usare la loro spiaggia, con una tariffa giornaliera di circa 50 euro che nella maggior parte dei casi include anche l’utilizzo della palestra e della piscina.

Spiaggia del Royal Meridien

Per chi ama le atmosfere stile Ibiza, la musica e la movida, il posto adatto è senza dubbio il Club Mina, stabilimento collegato al fastoso hotel Le Mèridien Mina Seyahi. E’ la spiaggia più trendy del momento: quasi un chilometro e mezzo di sabbia lungo la costa di Dubai Marina con vista sul Jumeirah, il complesso di isole artificiali a forma di palma. Il centro sportivo dell’albergo è attrezzato per tutti gli sport acquatici e offre anche la possibilità di affittare barche a vela e yacht privati superlusso per ammirare dal mare lo spettacolare skyline di Dubai.

Il suo punto forte però è il Barasti: uno degli unici bar sulla spiaggia di Dubai, diventato frequentatissimo punto di riferimento per l’aperitivo al tramonto e per il dopocena. E’ il luogo dove si ritrovano soprattutto gli expat, gli immigrati europei che vivono a Dubai, e per questo è anche possibile consumare alcolici.

La spiaggia del One & Only Royal Mirage

Per chi predilige un’atmosfera più sofisticata e all’insegna del massimo relax, merita una visita il One&Only Royale Mirage. Si tratta della spiaggia più elegante di Dubai: una lunga distesa di sabbia dove si può godere il sole (ma soprattutto l’ombra) accomodati sotto eleganti baldacchini. La massima privacy è assicurata dalle distanze chilometriche tra un ombrellone e l’altro. Impeccabile il servizio: i camerieri passano ogni mezz’ora con spiedini di frutta e salviettine rinfrescanti imbevute di acqua Evian per combattere l’afa e risollevare la pressione degli ospiti. Il club è provvisto di un’enorme piscina e propone anche alcune attività sportive, dal tennis alla pesca subacquea. Attenzione: la prenotazione è obbligatoria.

Continua…


Shopping a Dubai: Ammirati Arabi/3

4 Novembre 2009

Durante una vacanza a Dubai, non potete perdere le boutique che recano l’indirizzo Sheikh Zayed Road che sono di solito la massima espressione del design del momento e non a caso accolgono la più grande concentrazione di griffe e di moda di tendenza da tutto il mondo, con particolare riguardo a quella libanese, davvero di grande gusto, com’è possibile verificare da Aizone.

Un tour modaiuolo nella zona, durante il vostro viaggio a Dubai, è relativamente semplice, visto che le migliori boutique si trovano nel Mall of the Emirates o nell’Emirates Towers Shopping Boulevard. La novità dei nuovi shop, in buona parte ancora in costruzione nell’International Financial Centre, è invece la loro collocazione e il nuovo concept architettonico a cui rispondono: protette dal caldo da corridoi con aria condizionata, ma aperte alla luce grazie a immense vetrate, organizzate lungo strade e viottoli simili a quelli di un piccolo centro, non danno il senso di spaesamento e di claustrofobia tipico dei mall illuminati da luce artificiale 24 ore su 24, e invitano alla sosta.

Qui le occasioni non mancano e si possono trovare persino vere pashmine, difficili da trovare in Italia, di questa qualità, ma ovviamente sono molto care.

Per una sosta rinfrancante nel suq, nulla di meglio di una visita a una delle tante spa, come Talise, che oltre a proporre fantastici percorsi benessere, è aperta fino alle dieci di sera. Nell’area residenziale e chic di Dubai Marina, dove il mare di Dubai è meraviglioso e pulito, ci sono poche e selezionatissime boutique, con un occhio di riguardo anche all’arredo: qui, persino gli store di moda, come Bauhaus!, si fanno un punto d’onore di organizzarvi cocktail e incontri, oltre alle tradizionali sfilate. E se vi capitasse di assisterne a una, non sogghignate per la stazza delle modelle. Il grande, vero e straordinario vantaggio di Dubai è che si trova ogni griffe in taglia 46…


Dubai: quanto mi costi…

27 Ottobre 2009

Mi capita spesso di leggere articoli che descrivono con pessimismo la situazione economica a Dubai (ne ho già parlato anche qui e qui), ma basta visitare la città e ti ritrovi circondato da grattacieli appena costruiti e da una concentrazione di automobili di grande lusso unica al mondo.

Che ne dite? :-)

Che ne dite? :-)

Difficilmente negli articoli riesco a trovare la chiave per capire quanto sia seria e preoccupante la crisi in oggetto, e quanto invece le risorse disponibili possano sopperire alle esigenze di crescita di quella che è comunque una città-Stato in fase di sviluppo.

Allora per soddisfare questo bisogno di capire ho cercato alcuni dati per mettere a fuoco la situazione. Cominciamo dal tema più comune: Dubai ha avviato progetti ciclopici, che sono costati somme enormi. Chi ha investito è stato il governo o le società semi governative con denaro preso in prestito.

Alcuni dei progetti recenti: la palma di Jumeirah, ora terminata, e la palma Jebel Ali, ancora più grande, in fase di costruzione. L’aeroporto, che ha appena superato Singapore come numero di passeggeri. Una grande flotta di Airbus e Boeing, nessuno più vecchio di 5 anni, della compagnia Emirates. L’hotel a vela Burj Al Arab, Il Burj Dubai, ovvero il grattacielo più alto del mondo (più di 800 metri, ca. 160 piani), il mall più grande del mondo (1200 negozi e tante altre cose), impianti di desalinizzazione in grado di soddisfare le esigenze di quasi 2 milioni di abitanti, dei loro campi da golf, piscine fontane e laghi artificiali, e così via.

BurjAlArab01

Tutto questo è costato denaro a debito, che sarebbe stato restituito abbastanza velocemente se la dinamica economica non fosse cambiata così drasticamente. Ora la preoccupazionne è che il sistema possa avere difficoltà a mantenere le sue promesse ai creditori. Quanto denaro in prestito?

Ecco il primo dato: se crediamo alla stima più frequentemente riportata nelle analisi della stampa economica, si parla di 100 miliardi di dollari.

Per capire se sono tanti o pochi, penso al debito pubblico italiano: 1750 miliardi di euro, ovvero 2500 miliardi di dollari. I 100 miliardi di dollari complessivi di Dubai sono meno dei 120 miliardi di debiti accumulati in Italia solo nei primi sei mesi dell’anno.

Adesso però rapportiamo alle teste: esclusendo gli espatriati, l’80% della popolazione, il debito dovrà ricadere integralmente sui pochi locali, circa 200.000 persone, che pertanto dovrebbero restituire una somma di 500.000 dollari a testa neonati compresi, dieci volte di più rispetto ai 50.000 dollari di debiti con cui nasce il neonato italiano. Ma non hanno il petrolio?

Andiamo a calcolare anche questo: si estraggono 240.000 barili di petrolio al giorno. A 70 dollari l’uno, a fine anno arrivano circa 6 miliardi di dollari, quindi a malapena ci pagano gli interessi, il capitale da restituire rimane sempre quello.

 Ma ora mi domando: con 100 miliardi presi in prestito hanno costruito un sacco di cose, che hanno comunque un valore, nonostante la crisi. Tale valore si è notevolmente ridotto in questi mesi, ma le stime più recenti portano comunque a calcolare asset immobiliari proprietà del governo e delle società semi governative per almeno 400 miliardi di dollari.

Ecco allora che il cittadino degli Emirati può tirare un sospiro di sollievo, accanto al mezzo milione di debito si ritrova due milioni di patrimonio.

Ma cosa deve dire il suo connazionale che vive a 150 km da lui, ad Abu Dhabi, nel cui territorio si trova il 10 % delle riserve mondiali di petrolio?  Facciamo un pò di conti in tasca anche in questo caso, cifre alla mano.

Si estraggono quasi 3 milioni di barili al giorno, che fanno 75 miliardi di dollari ogni anno. Il suo governo ha da tempo investito i proventi in attività finanziarie internazionali, e possiede un fondo sovrano con liquidità per 850 miliardi di dollari, pronti per essere investiti. Per intenderci, gli altri fondi sovrani più ricchi del mondo, quelli della Norvegia, di Singapore, della Cina, raggiungono al massimo circa 300 miliardi l’uno. Se consideriamo che ad Abu Dhabi gli abitanti locali sono 400.000, e che gli investimenti all’estero già effettuati superani i mille miliardi, allora ogni cittadino locale nasce possedendo una aliquota di benessere del valore di 17 milioni di dollari, ovviamente senza debiti


Università a Dubai/2

15 Ottobre 2009

Sedi universitarie da tutto il mondo (per il post precedente, clicca qui), dunque, si sono insediate qui da anni, con ottimi risultati didattici ed economici, per una lunga serie di motivi.

Ad esempio l’appoggio del governo locale non manca, come dimostra la presenza dello Sceicco-Ministro alla cerimonia di laurea della UOWD.

Inoltre le infrastrutture sono eccellenti: Dubai Holding ha costruito il Knowledge Village e la Dubai International Academic City, grandi complessi in cui le università possono semplicemente affittare aule, laboratori e uffici insediandosi in tempi brevi e in modo flessibile, con investimenti minimi. Possono iniziare con piccole dimensioni e crescere in funzione della domanda, con costi variabili, affittando quanto necessario per operare senza investimenti immobiliari.

Dubai Knowledge

Dubai Knowledge

In questi complessi le varie università operano una accanto all’altra e gli studenti fruiscono di tutti i servizi comuni, in una logica di campus molto efficiente. Anche la disponibilità di studenti che pagano fee adeguate non è un problema: figli di famiglie locali, di espatriati, molti studenti provenienti anche dagli altri Paesi del Golfo. Infine le università possono operare nelle free zone, e ciò significa che gli utili generati dall’attività didattica sono rimpatriati alla sede centrale senza esenzione di tasse locali.

Università dunque da tutto il mondo, da anni, ma… neanche una università italiana. Perche’?

Per decidere di aprire una sede all’estero e per gestirla correttamente bisogna che :

- I docenti coinvolti siano perfettamente in grado di insegnare in inglese
- Gli organi decisionali accademici siano dotati di spirito imprenditoriale, di capacità organizzativa e manageriale
- I docenti accettino di essere trasferiti all’estero, rinunciando a coltivare il network di relazioni locali, di consulenze ufficiose, di clientele varie
- I docenti siano presenti, visibili, disponibili, e insegnino consapevoli di essere in concorrenza con le altre università, e di non poter contare su rendite di posizione.

Ancora non si capisce perchè l’univerisità italiana non sia presente…eheheh :-)


Shopping a Dubai: Ammirati Arabi!/2

11 Ottobre 2009

E’ utile disporre di un’intera giornata per un giro di ricognizione completo della zona, evitando magari la visita al fortino che, in effetti, dopo due giorni di grattacieli stellari e marmi di Carrara tirati a lustro, agli occhi di un europeo appare come un’oasi dove abbeverarsi di passato e tradizione, ma in realtà e persino meno interessante del torrione di Forte dei Marmi. Di solito ci si ferma sulle sponde del Creek opposta a quella dei suq e della città vecchia, dunque è necessario attraversare il fiordo a bordo di un dhow, uno dei tradizionali, piccoli velieri del golfo, che operano con la stessa regolarità dei vaporetti a Venezia.

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Si sbarca di fronte alla Spice Suq, il mercato delle spezie, costruito nel 1830, che rimane una tappa interessante per l’intensità dei profumi e dei colori. Dai grandi sacchi di iuta spuntano montagne di zaatar (misto di timo, sumac e sesamo, in pratica il curry locale), cumino, bastocini di cannella e cardamomo fresco da macinare nel caffè arabo, denso, chiarissimo e intensamente aromatico, servito in minuscole tazze di porcellana, ma anche oud (il legno profumato che si brucia nelle case) e incenso: i locali ne acquistano in grandi quantità con tanto di fornelletto e carbone, da spargere dopo i pasti, i banchetti o i matrimoni, in modo che impegni gli abiti degli ospiti.

Suq delle spezie

Suq delle spezie

Il Gold Suq, coperto, a poca distanza, da raggiungere magari dopo aver comprato un sacco di canna da zucchero o un involtino da un ambulante indiano (sereni, sono tutti fritti oltre i 100 gradi..), ha purtroppo un’area disneyana e fittizia, ma riesce ad acquistare suo malgrado un insospettato splendore la sera, quando l’immensa quantità di oro rosso esposto dietro le vetrine fiammeggia sotto le luci artificiali. Gli orafi locali di vaglia si contano sulle dita di una mano, a anche i migliori, come Azza Fahmy con boutique nel Mall of the Emirates, o la Bin Hindi Jewellery nel Financial Centre, sono rispettivamente egiziana e indiano.

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Suq dell'oro

A Deira si trovano alcuni dei mall storici, come il Wafi City Centre o il Deira City Centre, o il Bur Juman, il primo dei megastore di costruzione recente, e che ospita le prime griffe occidentali sbarcate negli Emirati, come Giorgio Armani, Valentino e Chanel. Indispensabile, se si amano i profumi personalizzati e le note intense della scuola araba, un salto al Deira City Centre, per le essenze di Ajmal.

Continua…


Dubai: Atlantis The Palm…che spettacolo!!

7 Ottobre 2009

L’impressione per chi arriva di notte è spettacolare, una struttura che si staglia immensa e piena di luci tra il cielo buio e stellato e il mare del golfo, come se fosse un’astronave aliena in un racconto fantascientifico di Isaac Asimov.

E’ l’Atlantis The Palm, resort di 1539 tra camere e suites, nato al centro della spettacolare isola The Palm Jumeirah.

Atlantis The Palm

Atlantis The Palm

Costruito su un’area di 46 ettari è considerato l’hotel tematico più affascinante del mondo. Si rifà al mito di Atlantide, il continente sommerso il cui mistero ha appassionato studiosi, esploratori e ricercatori di tesori scomparsi e civiltà mitiche, sin da tempi immemorabili.

L’architettura è caratterizzata dalle Royal Towers: archi, splendide cupole arabescate e guglie decorate che sorprendono per le dimensioni imponenti ed il fascino indiscutibile.

Le camere sono tutte arredate in modo principesco, con tutti i confort necessari e viste spettacolari sul Golfo o sulla Palma di Jumeirah. Le suites ti lasciano interdetto; tra queste, svetta la spettacolare Bridge Suite, 924 mq di puro lusso ubicata sopra l’arco di connessione tra le due Towers.

Un angolo della Bridge Suite

Un angolo della Bridge Suite

La tua vacanza a Dubai sarà unica. La spiaggia annessa è privata ed il mare a Dubai è cristallino. Il resort riserva attrattive da perdere il fiato, come: le Lost Chambers, dedalo di tunnel che aprono la vista a rovine archeologiche e creature marine raffiguranti il misterioso mondo di Atlantide; la gigantesca Ambassador Lagoon con migliaia di pesci che nuotano tra tesori affondati e gli immensi scivoli inseriti in ambientazioni spettacolari; il parco acquatico Aquaventure, immerso in un lussureggiante giardino tropicale e bordato da 700 metri di spiaggia attrezzata, un’esperienza unica per grandi e piccini, fatta di giochi acquatici, cascate, onde e rapide; il Dolphin Bay per interagire con i delfini.

Dolphin Bay

Dolphin Bay

L’offerta per il soggiorno a Dubai continua con 17 ristoranti tra i quali 4 guidati da chef di fama internazionale, tra cui uno italiano. E poi Sport acquatici, un’avenue con oltre 20 negozi e boutique e una Spa all’altezza della struttura completano una vacanza a Dubai emozionale e ineguagliabile.

Che ne dite? Vi è venuta voglia di una bella vacanza a Dubai? eheheheh :-)


Università a Dubai

2 Ottobre 2009

Qualche tempo fa, c’è stata la cerimonia di laurea dell’Università di Wallagong a Dubai, svoltasi nella sala convegni del Jumeirah Beach Hotel, un magnifico complesso posto sulla spiaggia di Jumeirah, vicino al famoso Burj al Arab.

L’intero corpo docente, in impeccabili abiti da cerimonia,  compreso il rettore venuto apposta dalla sede in Australia, ha preso posto sul podio; autorità e ospiti nelle prime file, un centinaio di laureandi da un lato, parenti ed amici dall’altro. E’ stata conferita la laurea Honoris Causa allo Sceicco Nahyan bin Mubarak Al Nahyan, della famiglia regnante di Abu Dhabi.

Lo sceicco ha svolto quasi ininterrottamente il ruolo di Ministro della Università e della Ricerca dal 1990.

Dopo la prolusione, gli studenti con le migliori votazioni sono stati personalmente premiati dal rettore e dallo Sceicco-Ministro, poi tutti gli altri si sono alternati sul podio per ricevere la propria laurea. Un ottimo catering sponsorizzato da alcune aziende che collaborano con l’università ha completato il programma della mattinata.

Jumeirah Beach Hotel di giorno

Jumeirah Beach Hotel di giorno

Fin qui è una nota di cronaca, che però si presta ad alcune considerazioni interessanti.

Ma cosa ci fa a Dubai l’università di Wallagong?

Wallagong è una cittadina nei pressi di Sidney, e l’Università di Wallagong è una delle tante che servono il bacino di studenti della capitale Australiana.

Come è possible che una università australiana di provincia abbia una sede a Dubai, a una dozzina di ore di volo, frequentata da 3800 studenti, attiva ormai da ben 16 anni?

La risposta si trova analizzando la demografia di Dubai:  solo il 20% della popolazione è locale, l’80% straniera.

Esistono università statali, gratuite per la popolazione locale, ma anche una vasta offerta accademica di sedi locali di università estere. Sono disponibili localmente decine di università estere tra le quail la Sorbona, la London Business School, la Boston Medical School, la Manipal University indiana, per citarne solo alcune tra le più note, sino a strutture molto specializzate come la French Fashion University o la Hult business school.

I docenti sono chiamati a trasferirsi a Dubai per l’anno accademico, svolgendo in loco anche le proprie attività di ricerca. Agli studenti spesso viene proposto di trascorrere alcuni periodi nelle sede principale dell’università. 

Continua…


Shopping a Dubai: Ammirati Arabi!

28 Settembre 2009

L’attrattività e il panorama sono certamente migliorati rispetto a qualche anno fa, quando i grattacieli erano ancora relativamente pochi e i 40 minuti di tragitto minimo dall’isediamento storico di Dubai, sul Creek, alla spiaggia di Jumeirah, dove sorgono i resort e il Burj Al Arab, erano uno iato noiosissimo e un pò straniante per via di tutta quella distesa di sabbia su cui le superfici a specchio dei palazzi si riflettevano in un inquietante effetto Star Wars.

Souk dei tappeti

Souk dei tappeti

Ora le costruzioni, fitte quel tanto che basta a dare l’impressione di una città vera, sono sapientemente intervallate da giardini e viali curatissimi, innaffiati 18 ore su 24 da tonnellate d’acqua dissalata, che al visitatore occidentale lasciano sempre un vago e inopinato senso di colpa. Ma questo non toglie che nel nuovo paradiso dello shopping esibito e perseguito (al punto di avervi costruito attorno un festival) sia necessario organizzarsi per poterne apprezzare al meglio tutti i vantaggi.

Dubai-phone

Dubai-phone

Tempi e mete vanno infatti valutati con attenzione, delimitando il territorio di caccia entro le quattro aree principali: il Creek, che comprende Deira, la zona dei suq, e Bur Dubai, quindi Sheikh Zayed Road, New Dubai e Jumeirah. Un medio shopper dedica una giornata all’area del Creek, e una mezza giornata a ciascuna delle altre tre, ma i tempi variano naturalmente a seconda degli interessi e degli obiettivi.

Continua…